Il Cile selvaggio e sconosciuto

Se siete alla ricerca di paesaggi selvaggi e state programmando un viaggio in Sud America, tra le vostre opzioni non può mancare il Cile. Alcuni di questi luoghi sono altamente turistici ma noi non ci accontentavamo. Volevamo addentrarci dentro il Cile selvaggio e nascosto.

Questa nazione offre qualsiasi tipo di paesaggio; dal Deserto di Atacama, alla Patagonia, I Salar, le isole tra cui, la più celebre di tutte, l’isola di Pasqua.

Accoglie moltissimi animali tra cui pinguini, foche, puma, aquile, struzzi etc.

Parque nacional nevado tres cruces
Parque Nevado 3 Cruces – Ph. Travel_Jam_

 

I Salar sconosciuti del Parque Nacional Nevado de Tres Cruces 

Esiste però un altro luogo, sconosciuto ai più, di rara bellezza e non frequentato dall’uomo.

Si tratta dei Salar di Pedernales e Maricunga, vere e proprie gemme naturalistiche del Parque Nacional Nevado Tres Cruces.

Diamanti nascosti nella cordillera Andina Cilena e imprescindibili mete per chi vuole scoprire il Cile più selvaggio.

Questi Salar si trovano a 3.400mslm e sono completamente isolati da centri abitati. Il più vicino è Copiapo.

Questa città è il punto di partenza per avventurarsi alla scoperta di questi luoghi remoti.

E, pensate un pò, dista 300km !

il cile selvaggio. Le ande
Cordillera delle Ande. Ph Travel_Jam_

 

Cile selvaggio: i preparativi 

Ma come abbiamo trovato questi posti?

Abbiamo effettuato qualche ricerca e ci siamo imbattuti in alcune foto di queste coloratissime lagune. Ci hanno subito colpito e abbiamo indagato più a fondo.

Abbiamo contattato su un social media un ragazzo che caricava foto di queste lagune e scoperto che stava organizzando i primi tour personalizzati per raggiungere questi luoghi.

Ci siamo affidati a loro e abbiamo strutturato un uscita di due giorni. Avevamo un obiettivo, tuffarci in una di queste lagune come avevamo visto fare nelle sue foto.

las colas de zorro
Cola di Zorro. Ph Travel_Jam_

 

Cile selvaggio on the road.

Un pickup rosso fuoco vi aspetta all’alba e siete pronti a iniziare l’avventura. L’obiettivo della giornata sono 12 lagune dai colori più accesi che abbiate mai visto, 4000m di altitudine e il pranzo più assurdo della vostra vita.

La partenza è da Copiapò, città principale della regione. La città è un centro industriale. Gli abitanti sono prevalentemente operai e minatori.

Siamo eccitanti, in meno di due ore di macchina passeremo da 0 a 4.000m di altitudine. Proprio per questo, durante il viaggio si fanno vari stop per acclimatarsi e per godere del paesaggio che cambia ad ogni curva.

Il paesaggio è intatto. Le popolazioni non si sono addentrate tra le montagne se non in poche aree per l’estrazione delle risorse minerarie di cui la zona è ricca.

I villaggi dei minatori abbandonati
Il villaggio dei minatori abbandonati. Ph. Rutatacama

 

Il Viaggio. Attraverso il Cile selvaggio

Si incontrano nel viaggio 2 piccoli paesi abbandonati. Le guide ci spiegano che si tratta di vecchi villaggi di minatori, abbandonati dopo l’esaurimento dei giacimenti.

Proseguiamo e le vallate diventano sempre più strette e le montagne più alte.

Dai 3.000m di altezza i ruscelli e le cascatelle sono ghiacciate. Il sole scalda e l’aria è secca. Facciamo una piccola pausa per acclimatarci e facciamo un breve trekking tra arbusti color giallo intenso chiamati “Cola di Zorro” (coda di volpe).

Il contrasto con la terra Rosso e il cielo azzurro è meraviglioso.

il selvaggio cile in pick-up
Ph. Traval_Jam_

 

Il Trekking nel selvaggio Cile

Riprendiamo la marcia e finalmente dopo 3 ore di macchina e varie soste arriviamo ad un altopiano.

Il Cile è attraversato verticalmente da 4 “archi” montuosi. Tra questi archi si formano deserti e altipiani.

Gli altipiani sono caratterizzati dai salar, la cui peculiarità è che sono terreni formati da sale e roccia. (da qui Salar, cioè fatto di sale)

Il paesaggio è incredibile, davanti a noi si presenta una vasta pianura si presenta davanti a noi con ai lati massicci montuosi di 6000m.

Iniziamo il nostro trekking nell’altopiano. Non esistono sentieri fatti dall’uomo. Sei completamente immerso in un territorio “vergine”.

il cile selvaggio e nascosto
ph. Travel_Jam_

 

Las laguna Colorillas

Lungo l’altopiano si trovano le 12 lagune “colorillas” cosi soprannominate dalla nostra guida per le differenti sfumature delle acque, il colore deriva dalla composizione batterica dei vari Sali che compongono le rocce.

La cosa incredibile è che sono tutte di colori diversi; rossa, verde, verde acqua, blu, porpora e infine l’ultima, la più affascinante di tutte, uno specchio di acqua cristallina con il fondo bianco perla, un vero anfratto caraibico nel mezzo delle Ande.

Noi ci siamo buttati. Ti consigliamo di non perdere l’occasione di godere di questa meraviglia!

PS l’acqua è ghiacciata. Ma DEVI Resistiere! Ne vale la pena!

Questi luoghi purtroppo sono remoti e senza possibilità di comunicazione con le città.

Sconsigliamo di avventurarvi da soli lungo queste strade. Noi durante il nostro Tour abbiamo incontrato 2 macchine in 8 ore, pochissimi cartelli con indicazioni precise e strade non percorribili senza un pick-up.

Guarda dove eravamo!

Salar de pedernales_caraibi
Bagno nella laguna. Ph. Rutatacama

Sulla via del Ritorno 

Lasciata le lagune ci incamminiamo verso il pick-up. Sono già due ore che siamo immersi in questa meraviglia e il sole e il vento iniziano a farsi sentire.

Tornati al pick-up è ora di pranzare. Il vento è insistente e montare il tavolo e mangiare risulta difficoltoso. Troviamo riparo dietro il pick-up.

Si creano dei mulinelli di sale e sabbia tutt’intorno. Un’atmosfera magica.

La via per il ritorno è lunga perciò ci tocca ripartire. Riprendiamo la strada ma questa volta decidiamo di scendere per un altra vallata.

Montagne, ruscelli e grandi picchi ci circondano. Ogni tanto effettuiamo una sosta per scattare qualche foto e godere dell’aria e del sole.

trekkinhg nel salar
Ph Travel_Jam_

Gli unici abitanti della zona. I Pastori

Nella discesa incontriamo alcune baracche abitate da pastori della zona. Vivono in famiglie di 5/6 persone assieme alle loro pecore e capre. Sono seminomadi e sfruttano i pochi ruscelli della zona.

Incontriamo anche un paio di macchine, le prime due da quando abbiamo lasciato la strada principale il mattino alle 9.

La guida, Andrès, è preparatissima. Ci parla della geologia della zona, dei minerali, la flora e la fauna del luogo.

Nel proseguire ci lasciamo lentamente alle spalle la cordillera e prendiamo la Ruta 5. Al primo paesino, Caldera Bahia Inglesa, ci fermiamo e facciamo una breve passeggiata fumando una sigaretta.

Questo luogo ce lo porteremo sempre nel cuore. Ma siamo ansiosi per la seconda tappa del nostro tour di domani; Il Salar di Maricunga.

To be continued 🙂

 

CONCLUSIONE

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